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Guida per le famiglie

Dove trovare una colf: passaparola, annunci, piattaforma o agenzia?

Una colf si trova in quattro modi: chiedendo in giro, in un gruppo di quartiere o su un sito di annunci, su una piattaforma specializzata, tramite un’agenzia. Funzionano tutti. Quello che cambia è quanta parte della ricerca vuoi fare tu: raccogliere i nomi, confrontare le persone, verificare le informazioni, fare i colloqui. Più deleghi, più paghi e meno scegli in prima persona. Più fai da te, più tempo serve.

Redazione DoEmploy Aggiornato il 11 min di lettura

Dove trovare una colf: passaparola, annunci, piattaforma o agenzia?

I quattro canali a confronto

PassaparolaGruppi e annunciPiattaformaAgenzia
Persone da confrontarePocheMolteMoltePoche
Informazioni prima del contattoPochePocheMolteMolte
Verifiche sui profiliNoNo
CostoZeroZeroContenutoPiù alto
Tempo che ti servePocoMoltoMedioPoco
Sostituzione se non vaNoNoNoSpesso

Non devi usare un solo canale. Se ne attivi due, raccogli tutte le candidature nella stessa lista e valutale con gli stessi criteri.

1. Il passaparola

Chiedere a parenti, vicini, al portinaio o ai colleghi è quasi sempre il primo tentativo, e a ragione: qualcuno che conosci ha già visto quella persona al lavoro. Non costa nulla e, quando arriva il nome giusto, è la strada più veloce di tutte.

I limiti sono due. Arrivano pochi nomi, e le disponibilità spesso non coincidono con le tue. E una referenza racconta un’altra casa: chi è perfetta per un bilocale senza bambini può non esserlo per una famiglia numerosa con animali e orari rigidi.

Quando ti segnalano qualcuno, chiedi a chi la conosce per quanto tempo hanno lavorato insieme, quali mansioni faceva davvero, quanto era autonoma, perché la collaborazione è finita e se la richiamerebbe. Poi fai comunque il colloquio: la referenza apre la porta, non sostituisce la scelta.

Ha senso se hai una rete attiva nel quartiere e puoi aspettare che il nome giusto arrivi.

2. Gruppi Facebook, bacheche e siti di annunci

I gruppi di quartiere e i siti di annunci generalisti hanno vantaggi reali: sono gratuiti, raggiungono tantissime persone, sono iperlocali e un post può ricevere risposte nel giro di un’ora. A volte una vicina segnala una persona che conosce davvero, e a quel punto sei tornata al passaparola.

Il limite non è la qualità di chi risponde. È la quantità di lavoro che resta a te. Un messaggio come «signora seria con esperienza cerca lavoro» non dice dove abita, quando è disponibile, in quali case ha lavorato, che tariffa si aspetta, se ha referenze, se sta ancora cercando o se le informazioni sono coerenti tra loro. Ogni risposta va aperta con le stesse domande, e con venti risposte fai venti volte lo stesso lavoro in una chat.

C’è poi il tema di cosa pubblicare. Un post è visibile a tutti: indica zona approssimativa, giorni, ore e mansioni, non l’indirizzo, il piano o le ore in cui la casa resta vuota. Nella guida all’annuncio trovi cosa scrivere e cosa lasciare fuori.

Ha senso se la ricerca deve costare zero e hai tempo per filtrare le risposte, fare domande e verificare tutto da sola o da solo.

3. Una piattaforma specializzata

Una piattaforma dedicata al lavoro domestico prende la stessa ricerca e la rende ordinata. Su DoEmploy, per esempio, ogni profilo ha lo stesso formato: zona, servizi, esperienze, disponibilità, tariffe indicate e recensioni sono leggibili e confrontabili tra una persona e l’altra. Filtri la ricerca per quello che ti serve, puoi pubblicare un annuncio e ricevere le candidature in un unico spazio, e i messaggi restano tracciati.

I profili mostrano i badge di verifica di foto, identità ed esperienza, controllate da DoEmploy e non dichiarate, e indicano con chiarezza quali controlli sono stati completati. Un profilo senza badge non è un profilo inaffidabile: è un’informazione in meno, da recuperare al colloquio.

La piattaforma non sceglie al posto tuo. Ti dà più informazioni prima del primo colloquio, così arrivi al contatto sapendo già cosa chiedere.

Le cose da sapere prima di scegliere questa strada:

  • La selezione resta a te. Leggi i profili, scrivi, fai i colloqui e decidi. È il rovescio del controllo diretto.
  • Contattare ha un costo, contenuto. Consultare i profili nella tua zona e scoprire quelli compatibili è gratuito; per scrivere ai collaboratori e ricevere candidature attivi un piano per il periodo in cui cerchi. Trovata la persona giusta, non ci sono altri vincoli né commissioni. Le opzioni sono nella pagina Prezzi.
  • La copertura varia. Nelle grandi città trovi decine di profili, in un paese piccolo pochi. Allargare il raggio o pubblicare un annuncio aiuta, ma non sempre basta.
  • Nessuna sostituzione garantita. Se la persona scelta non funziona, ripartire dagli altri profili è veloce, ma resta a carico tuo.

Ha senso se parti da zero, vuoi confrontare più persone con lo stesso metodo e tenere per te la scelta e il rapporto diretto.

4. Un’agenzia per colf e badanti

Per alcune famiglie l’agenzia è la soluzione più adatta, e non c’è motivo di girarci intorno. Il suo valore non è avere una lista di colf: è il lavoro umano intorno alla ricerca. Ascolta le esigenze, seleziona, propone una rosa ristretta, spesso assiste nell’assunzione e sostituisce la persona se il rapporto non funziona.

Gallas Group, per esempio, è un’agenzia per il lavoro autorizzata dal Ministero del Lavoro, con sedi soprattutto nel Nord Italia, e descrive un servizio che comprende selezione, assistenza nell’assunzione e sostituzione del collaboratore. Anche le associazioni dei datori di lavoro domestico, come Assindatcolf con «Cerca la tua colf» e Domina, offrono servizi di ricerca ai propri associati.

Il rovescio è noto: costa di più della ricerca autonoma, ti lascia meno controllo sulla prima selezione e va verificata la copertura nella tua zona. E, di norma, il datore di lavoro resti tu anche quando l’agenzia gestisce contratto e adempimenti.

Il modello di prezzo cambia da agenzia ad agenzia. Per la sola ricerca di solito si paga un compenso una tantum. Nel servizio completo, con gestione del contratto e delle buste paga, molte agenzie trattengono invece una quota su ogni ora pagata alla lavoratrice, in genere da uno a tre euro. Baze, per esempio, una agenzia attiva a Milano, pubblica un costo per la famiglia a partire da 10 euro netti l’ora, cedolini e garanzia di sostituzione inclusi, a fronte di profili presentati a 9 euro netti l’ora: la differenza, da un euro l’ora in su, è il compenso del servizio, per ogni ora e per tutta la durata del rapporto. Su una tariffa oraria intorno ai 10–12 euro è una parte importante del costo, ed è il prezzo di continuità, gestione e sostituzione. Sono dati pubblicati dai rispettivi siti a settembre 2026: verificali prima di scegliere.

Prima di firmare, chiedi per iscritto cosa comprende il servizio, quanto costa e quando si paga, come vengono controllate identità ed esperienze, cosa succede se la persona rinuncia nelle prime settimane e chi gestisce il rapporto di lavoro.

Ha senso se non hai tempo per candidature e colloqui, hai urgenza, la situazione è complessa, per esempio una badante convivente per una persona non autosufficiente, o vuoi un referente umano dall’inizio alla fine.

Quale canale in queste situazioni

  • «Cerco qualcuno tre ore a settimana e non ho fretta.» Parti dal passaparola e da un annuncio nel quartiere. Se in due settimane non arriva nessuno di adatto, passa a una piattaforma.
  • «Voglio vedere e confrontare più persone prima di decidere.» Piattaforma: è il caso per cui è fatta.
  • «Non ho tempo per candidature e colloqui.» Agenzia. Paghi per non fare tu la selezione.
  • «Una persona di cui mi fido me ne ha raccomandata una.» Il passaparola batte tutti gli altri canali. Fai comunque colloquio, referenze e prova.
  • «Cerco con urgenza una badante convivente per una situazione complessa.» L’agenzia ha un vantaggio evidente: selezione gestita e sostituzione se serve. In parallelo puoi guardare le badanti conviventi disponibili nella tua zona.
  • «Abito in un paese piccolo.» Passaparola e annuncio locale prima di tutto. Su una piattaforma allarga il raggio e pubblica un annuncio, così ti trovano anche le persone disposte a spostarsi.

Come scegliere bene, qualunque canale usi

  1. Scrivi il lavoro prima di cercare: mansioni, ore, giorni, compenso. Serve per filtrare, per l’annuncio e per il colloquio.
  2. Chiedi esperienze concrete in case simili alla tua, non aggettivi.
  3. Controlla le referenze, con il consenso della persona.
  4. Parla di orari, tariffa e spostamenti prima dell’incontro, così nessuno perde tempo.
  5. Incontrala di persona. Le domande del colloquio sono nella guida dedicata.
  6. Concorda una prova breve e retribuita, con mansioni e durata definite.
  7. Metti in regola il rapporto. Il minimo lo stabilisce il contratto collettivo, la tariffa la concordate voi; i passaggi sono nella guida di WorkLedger.

Il metodo per scegliere spiega ogni passaggio. Vale identico per una persona trovata su Facebook, su DoEmploy o tramite un’agenzia.

Domande frequenti

DoEmploy o Facebook: cosa cambia?

Non le persone: chi cerca lavoro spesso è su entrambi. Cambiano le informazioni e gli strumenti. Su Facebook trovi le persone attraverso post e conversazioni e ogni dato lo ricostruisci tu; su DoEmploy hai profili nello stesso formato, filtri, un annuncio con le candidature raccolte in un unico spazio, messaggi tracciati e badge di verifica su foto, identità ed esperienza. Se hai già una buona raccomandazione in un gruppo locale, Facebook può bastare. Se parti da zero e devi confrontare più persone, la piattaforma rende la ricerca più ordinata.

DoEmploy o un’agenzia come Gallas Group: cosa cambia?

Sono due modelli quasi opposti per lo stesso problema. La piattaforma ti dà gli strumenti per trovare la persona: cerchi, confronti, scrivi e scegli tu. L’agenzia cerca la persona per te: ascolta le esigenze, seleziona, propone una rosa e spesso gestisce assunzione e sostituzione. Nessuno dei due è migliore in assoluto. Se vuoi delegare, l’agenzia è in vantaggio. Se vuoi scegliere tra più profili e tenere un rapporto diretto senza intermediari, la piattaforma è più adatta.

Quali sono le alternative a DoEmploy?

Il passaparola, i gruppi di quartiere e i siti di annunci generalisti, altre piattaforme e app dedicate al lavoro domestico, le agenzie per il lavoro autorizzate e i servizi delle associazioni dei datori di lavoro domestico come Assindatcolf e Domina. Scegli in base a quanta parte della ricerca vuoi gestire tu e a quanto vuoi spendere.

Meglio un’agenzia o una piattaforma?

Dipende da cosa vuoi delegare. Se il tempo è la risorsa che ti manca, o la situazione è urgente e complessa, l’agenzia. Se vuoi confrontare personalmente più persone e tenere il controllo della scelta, la piattaforma. Molte famiglie usano la piattaforma per una colf a ore e l’agenzia per una badante convivente.

Quanto costa un’agenzia per colf?

Dipende dal servizio. Per la sola ricerca e selezione si paga di solito un compenso una tantum. Nel servizio completo, con contratto e buste paga gestiti dall’agenzia, il modello più diffuso è una quota su ogni ora pagata alla lavoratrice, in genere da uno a tre euro a seconda dell’agenzia e del contratto: su una collaborazione di 20 ore a settimana sono da 80 a 240 euro al mese, per tutta la durata del rapporto. Chiedi sempre condizioni scritte e tieni distinto il costo del servizio dalla retribuzione della colf, che resta a parte.

Posso usare due canali insieme?

Sì, ed è spesso la scelta migliore. Raccogli tutte le candidature nella stessa lista e valutale con gli stessi criteri: mansioni, ore, esperienza, referenze, prova. Il canale da cui arriva una persona conta meno di come la scegli.

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