Cosa si può fare se i soldi per la badante non bastano?
Cosa si può fare se i soldi per la badante non bastano?
DoEmploy
25 agosto 2022

Cosa si può fare se i soldi per la badante non bastano?

Può accadere che una famiglia non possa sostenere economicamente l’assunzione di una badante.

In genere è la pensione di chi deve essere assistito/assistita a coprire il costo di una badante, ma ci sono casi in cui può non essere sufficiente (anche perché spesso le pensioni non sono alte).

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Una badante ha un costo che può variare, da poche centinaia di euro a circa 1600 euro per una badante convivente.

Bisogna poi considerare anche il versamento dei contributi, il Tfr, indennità di vitto e alloggio, pagamento ferie e malattia.

Vediamo quindi quali sono gli aiuti a cui poter ricorrere se dovesse intervenire questa situazione di impossibilità a pagare, che può accadere anche se il nucleo familiare non potesse più integrare con ulteriori aiuti monetari lo stipendio (ad esempio, perdita del lavoro di un congiunto).

Intanto, sei sicuro/a di pagare il giusto per la tua dipendente?

Fondamentale assicurarsi di questo prima di chiedere eventuali aiuti.

Il team di DoEmploy ha realizzato uno strumento immediato per il calcolo delle stipendio: il tool calcolo online della busta paga che trovi sul nostro sito ti permetterà di avere una stima del costo mensile per la tua badante, con inclusi i benefici contrattuali come t.f.r e tredicesima.

Se vuoi usufruire gratuitamente di una applicazione davvero avanzata, scarica la applicazione DoEmploy: Busta Paga Domestico che permette di tenere sotto controllo ogni ambito di lavoro della tua badante: dalle assenze retribuite o meno, dai turni di lavoro a eventuali indennità, straordinarie o meno, con tutti i i benefici contrattuali di cui sarà calcolata la retribuzione e che saranno rivalutati nel tempo, come prevede il CCNL attuale.

Dopo aver visto come puoi generare una busta paga completa e coerente con i regolamenti in essere, vediamo nel dettaglio cosa è possibile chiedere se non bastano i soldi per coprire (in parte o in toto) lo stipendio di una badante.

In questo caso, si deve chiedere aiuto direttamente allo Stato, attraverso l’Inps.

Rispondendo a determinati requisiti, si può fare domanda per questi aiuti:

  • contributo Inps da 1000 euro (programma Home Care Premium) per dipendenti e impiegati nel settore pubblico

  • contributo da 300 euro per anno

  • indennità di accompagnamento

Il denaro erogato dell’Inps può arrivare ad un tetto massimo di 1250 euro al mese, e ciò dipende dal tipo di assistenza domiciliare che viene richiesta ed è necessario che la famiglia presenti un Isee sotto gli 8000 euro.

Il programma Home Care Premium prevede anche ulteriori aiuti di tipo assistenziale, come servizi di assistenza extra domiciliare e possibilità di richiedere anche ausili e trasporti.

Per quanto riguarda il rimborso delle 300 euro, è rivolto ad assistiti che non sono autosufficienti.

Si tratta di un rimborso su base mensile, per una durata di 12 mesi.

Per richiederlo sono necessarie le seguenti condizioni:

  • richiederlo prima di aver compiuto i 67 anni

  • avere iscrizione attiva a Cassacolf

  • iscrizione avvenuta quando la persona era autosufficiente

  • non avere pendenze con Cassacolf, ovvero il datore di lavoro aver pagato i contributi per l’anno precedente

L’ultima opzione, l’indennità di accompagnamento per pagare la badante

L’indennità di accompagnamento come aiuto per pagare badante è un altro aiuto che si può richiedere, con la particolarità che si modifica di anno in anno.

Per il 2022, l’importo che si può ottenere è quello di 525,17 euro al mese, per un anno.

Può essere ottenuto da chi:

  • ha residenza in Italia

  • possiede cittadinanza italiana o europea, o in altro caso possa detenere un permesso di soggiorno regolare

  • ha ottenuto una invalidità civile e permanente, per il 100%

  • non ha modo di compiere in autonomia azioni quotidiane e che quindi necessità di assistenza globale

  • non può camminare senza un adeguato aiuto

  • non è ricoverato in una struttura sanitaria pubblica

L’indennità di accompagnamento non prevede tassazione Irpef, e quindi il contributo non deve essere calcolato nella dichiarazione dei redditi.

La richiesta può essere fatta direttamente all’Inps oppure attraverso un Patronato.

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